La Terza Repubblica — Volume I
Le cause. La dottrina della rifondazione.

La Terza Repubblica — Volume I
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Autore: Dan MV Chitic
Indice
- PREFAZIONE
- RINGRAZIAMENTI
- PROLOGO. Sovranismo: la comparsa di una parola, la nascita di un concetto, la creazione di una corrente
- PARTE PRIMA — LA RADIOGRAFIA. La Romania alla fine di un mondo
- Capitolo 1. Trentasei anni di «riforme»: anatomia di una svalutazione
- 1.1. Una parola che è morta: la «riforma»
- 1.2. Perché la parola «riforma» non può più essere salvata
- 1.3. Una diagnosi vecchia di due millenni e mezzo
- 1.4. Che cos’è la rifondazione
- 1.5. I precedenti: la rifondazione come istituto della storia costituzionale
- 1.6. L’obiezione prevedibile e la sua risposta
- Capitolo 2. Lo Stato catturato: la separazione dei poteri come finzione
- 2.1. La lettera morta della Costituzione attuale e la vita sotto il suo imperio
- 2.2. Il metro delle Leggi di Platone: i servitori della legge
- 2.3. Non sono cattivi gli uomini, è cattiva l’architettura delle istituzioni
- 2.4. La conferma della politologia contemporanea
- 2.5. Quanto è anomala la Romania: la misura europea
- Capitolo 3. I tre volti del potere: una lettura antropologica dello Stato romeno
- 3.1. Oltre Montesquieu: le fonti elementari del dominio
- 3.2. Che cos’è il potere? Che cos’è lo Stato? — le definizioni di lavoro
- 3.3. La democratizzazione della conoscenza — il quarto freno posto al potere
- 3.4. Che cosa discende da questo trittico del potere
- 3.5. La testimonianza della cronaca: il giudice virtuale e la nascita del nuovo dio
- 3.6. Dalla «società magica» alla rifondazione
- Capitolo 4. La prova di stress: la pandemia come rivelatore
- 4.1. Che cosa si vede quando arriva il terremoto: la pandemia come prova dello Stato
- 4.2. Il medico dell’uomo libero e il medico degli schiavi: una pagina di Platone
- 4.3. La lezione che non è stata imparata
- 4.4. Dal rivelatore alla fotografia sviluppata: che cosa ci ha mostrato la pandemia
- Capitolo 5. L’economia della diseredazione: risorse, attivi, royalties, oro
- 5.1. L’inventario di un’eredità dissipata
- 5.2. Anatomia del meccanismo
- 5.3. La voce della cronaca: come appariva la diseredazione vista in diretta
- 5.4. L’oro e la lezione della storia
- 5.5. Dall’inventario dei danni al principio costituzionale
- Capitolo 6. La scuola, l’ospedale, la famiglia, l’altare: le fondamenta crollate
- 6.1. Le quattro sorgenti
- 6.2. Due testimonianze classiche sulla scuola
- 6.3. Sulla chiusura, nello stesso tempo, della scuola e dell’altare
- 6.4. La conclusione della radiografia: lo Stato rivolto contro le proprie sorgenti
- Capitolo 7. Cronaca di una battaglia: la giustizia romena vista dall’interno
- 7.1. Una dichiarazione di interesse: da dove guardo la giustizia
- 7.2. Anatomia della tutela: la giustizia sotto i servizi di informazione
- 7.3. Anatomia del corporativismo: la giustizia che rifiuta di rispondere
- 7.4. Chi esamina gli esaminatori: la soluzione del libro XII delle Leggi
- 7.5. La prova del testimone: perché credo, nonostante tutto, nei giudici
- Capitolo 8. La fine del mondo come diagnosi e come occasione: dalla Seconda alla Terza Repubblica
- 8.1. Che cosa finisce, in realtà, nel mondo di oggi
- 8.2. Le pagine della cronaca: la fine vista in diretta
- 8.3. Sovranismo ed estremismo: un chiarimento necessario
- 8.4. La finestra storica: perché ora è possibile
- 8.5. La morte della Seconda Repubblica: 6 dicembre 2024
- 8.6. Perché sono state, in realtà, annullate le elezioni del 2024
- 8.7. Anatomia di una morte giuridica: gli argomenti del Fascicolo 8069/2/2024*
- 8.8. Il conteggio delle repubbliche: perché segue la Terza
- Capitolo 9. Eminescu, padre spirituale del sovranismo romeno
- 9.1. Di una parola nuova e di un padre antico
- 9.2. Delle leggi che non possono procedere se non dal popolo
- 9.3. Dell’economia nazionale come fondamento della libertà
- 9.4. Della Società «Carpații» — ovvero come appariva un sovranista «avant la lettre» sotto la sorveglianza dei satrapi della «colonia» Romania
- 9.5. Della «coincidenza» del 28 giugno 1883
- 9.6. Di ciò che ci lascia in eredità
- Capitolo 10. La sovranità economica nella tradizione del pensiero romeno — Da Dimitrie Cantemir a Mihail Manoilescu
- 10.1. Cantemir e Bălcescu: la ricchezza del paese, la libertà e l’unità nazionale
- 10.2. Petre S. Aurelian: l’industrializzazione come garanzia dell’indipendenza
- 10.3. Eminescu: il principio nazionale e la sovranità economica
- 10.4. Virgil Madgearu: interdipendenza senza subordinazione
- 10.5. Mihail Manoilescu: le forze produttive e l’autonomia nazionale
- 10.6. Conclusione: la sovranità come potere di decisione economica
- PARTE SECONDA — LA RIFONDAZIONE COSTITUZIONALE. «La Costituzione della Sovranità»
- Capitolo 11. Perché una revisione integrale e non delle toppe: la filosofia del progetto e i limiti della revisione
- 11.1. La nascita di un progetto di revisione
- 11.2. La relazione illustrativa: la diagnosi ufficiale
- 11.3. «Servi delle leggi, per poter essere liberi»: perché le leggi, e non gli uomini della provvidenza
- 11.4. Il test dell’art. 152: rifondazione nei limiti della revisione
- 11.5. Il metodo dell’analisi: il testo, i motivi, il confronto, gli effetti
- Capitolo 12. La battaglia dei pareri: il Consiglio Legislativo, tra la sua missione e la censura del potere costituente
- 12.1. Due pareri, due storie: 2021 e 2024
- 12.2. Che cosa è e che cosa non è il Consiglio Legislativo
- 12.3. La confutazione puntuale: le cinque famiglie di critiche
- 12.4. Il senso di questa battaglia dei pareri
- Capitolo 13. Il cittadino inviolabile: i diritti fondamentali rafforzati
- 13.1. L’equilibrio, la leale cooperazione e l’obbligatorietà (art. 1)
- 13.2. La dignità umana di fronte ai nuovi poteri (art. 22)
- 13.3. La libertà individuale e il giusto processo (artt. 21, 23, 24, 27, 28)
- 13.4. Gli effetti del blocco dei diritti: quanto costa e quanto vale la libertà
- Capitolo 14. I fondamenti sociali: l’istruzione, la sanità, la famiglia, la proprietà
- 14.1. Le percentuali costituzionali: 6% per l’istruzione, 9% per la sanità (artt. 32, 34)
- 14.2. Il consenso medico a rango costituzionale (art. 34, comma 4)
- 14.3. La famiglia e il fanciullo (artt. 48, 49)
- 14.4. Il patrimonio del cittadino e il denaro contante (art. 44, comma 10)
- 14.5. Il diritto di eleggere e di essere eletto; la responsabilità amministrativa (artt. 37, 52)
- Capitolo 15. Rappresentanza e responsabilità: il Parlamento
- 15.1. La soglia dell’1%: la rappresentanza ricomposta (art. 62)
- 15.2. La revoca del parlamentare: il mandato sotto controllo (art. 70, comma 3)
- 15.3. L’immunità ridotta al voto e all’opinione (art. 72, comma 3)
- 15.4. L’iniziativa legislativa dei cittadini alla portata dei cittadini (artt. 74, 75)
- 15.5. La sanzione del silenzio parlamentare: la fine della legislazione per «sonno» (art. 75, comma 2)
- 15.6. Nomine parlamentari e trasparenza (art. 65)
- Capitolo 16. Le briglie dell’esecutivo: il Presidente, il Governo e la fine dell’ordinanza-re
- 16.1. Il Presidente ricondotto nei suoi limiti (artt. 82, 83, 94, 97, 103)
- 16.2. La conferma di Linz: i pericoli del presidenzialismo
- 16.3. La fine dell’ordinanza-re (artt. 108, 115)
- 16.4. Lo Stato delle funzioni a termine (art. 116, comma (3))
- Capitolo 17. L’esercito, i servizi e il CSAT: la radice costituzionale della smilitarizzazione (artt. 118–119)
- 17.1. Perché qui, perché a livello costituzionale
- 17.2. La smilitarizzazione elevata a rango costituzionale (art. 118, comma (4))
- 17.3. Le truppe straniere, il comando e il tetto: la sovranità militare in tre commi (art. 118, commi (5)–(7))
- 17.4. Il CSAT ricostituito: la conoscenza sotto mandato (art. 119, comma (2))
- 17.5. Che cosa seguirà nel Capitolo 23: la mappa anticipata
- Capitolo 18. La giustizia rifondata: i magistrati, il CSM, la Corte costituzionale
- 18.1. «Constans et perpetua voluntas»: le due malattie e un’unica cura
- 18.2. Le garanzie: il giudice intoccabile (artt. 124, 125, 126, 132)
- 18.3. I procuratori escono dalla magistratura: gli avvocati dello Stato (artt. 132–134)
- 18.4. La responsabilità: la fine dell’impunità (artt. 52, 133, 134)
- 18.5. La Corte costituzionale: legittimità giuridica, forza reale (artt. 142, 143, 146, 147)
- 18.6. Gli effetti del blocco di norme giudiziarie
- Capitolo 19. La Costituzione «economica»: le risorse della nazione, l’interesse nazionale e il mondo esterno
- 19.1. Il canone con ancora europea (art. 136, comma 4)
- 19.2. L’interesse sovrano nelle relazioni internazionali (Titolo VI: artt. 148–149)
- 19.3. La Corte dei conti, la moneta e il resto dell’arsenale economico
- 19.4. Gli effetti economici della Costituzione della Sovranità
- Capitolo 20. La cittadella di sotto: l’amministrazione locale rifondata
- 20.1. La baronia come forma di governo
- 20.2. Le tre chiavi del nuovo articolo 120
- 20.3. Il sindaco e Montaigne: l’uomo non è la funzione
- 20.4. Gli effetti: la politica si reimpara dal basso, dai comuni e dalle città
- PARTE TERZA — LE LEGGI DELLA RIFONDAZIONE
- Capitolo 21. La Legge della Sovranità — la legge-madre
- 21.1. La storia di un’iniziativa
- 21.2. L’architettura della legge: quattro capitoli, un principio
- 21.3. La lezione che ci ha lasciato la legge-madre
- Capitolo 22. Le leggi della rifondazione: i blocchi della legge-madre, uno per uno
- 22.1. Il metodo di questo capitolo
- 22.2. Il blocco dello Stato di diritto: mai più il 2020 (artt. 1–3)
- 22.3. Il blocco sanitario: il consenso e la non discriminazione (artt. 4–5)
- 22.4. La tutela del minore (art. 6)
- 22.5. Le modifiche del Codice civile: l’inviolabilità della mente e la proprietà restituita (artt. 7–8)
- 22.6. Le modifiche del Codice penale e del Codice di procedura penale: la sanzione senza la quale tutto resta letteratura (artt. 9–10)
- 22.7. La Gazzetta Ufficiale gratuita e la giurisdizione sulle piattaforme (artt. 11–12)
- 22.8. Il blocco elettorale (art. 13)
- 22.9. Il blocco verde (artt. 14–16)
- 22.10. I lucchetti economici (artt. 17–22)
- 22.11. Il blocco della sicurezza nazionale: i servizi (artt. 23–29)
- Capitolo 23. La Legge di smilitarizzazione dei servizi — lo Stato rivolto verso il cittadino
- 23.1. L’anomalia romena: servizi militarizzati in un’Europa civile
- 23.2. Sulle origini del «Sistema»: dall’agentura del Principato alla casta di oggi
- 23.3. Il «Securistan», conteggiato anno per anno: l’aritmetica di una casta
- 23.4. Le cinque operazioni che compie la legge
- 23.5. La verifica comparativa: l’Europa dei servizi civili
- 23.6. «Quis custodiet ipsos custodes?» I custodi senz’oro: il divieto antico alle fondamenta della legge nuova
- 23.7. La lettura antropologica: perché la smilitarizzazione è la chiave dell’intero trittico
- 23.8. L’obiezione di sicurezza e la sua risposta
- Capitolo 24. La Legge Romania Verde — la foresta come ricchezza delle generazioni
- 24.1. La foresta come questione costituzionale
- 24.2. I tre divieti e le loro sanzioni
- 24.3. La verifica comparativa — e la tensione con il diritto dell’UE, trattata con onestà
- 24.4. Gli effetti della legge per la foresta e per le persone
- Capitolo 25. Il Codice penale e le leggi elettorali — sanzione, trasparenza, rappresentanza
- 25.1. Il diritto penale come ultima ratio della rifondazione
- 25.2. Le nuove incriminazioni: il catalogo commentato
- 25.3. Le leggi elettorali: il conteggio alla luce del sole
- 25.4. Il senso dell’intero pacchetto penale-elettorale
- Capitolo 26. La Legge della Solidarietà Nazionale — la tassazione dei grandi affari e dei grandi patrimoni
- 26.1. Lo stato di fatto che impone questa legge
- 26.2. Il meccanismo: l’imposta sul fatturato dei grandi contribuenti
- 26.3. L’imposta sui grandi patrimoni
- 26.4. Due secoli e mezzo di dibattito: i grandi economisti sulla tassazione dei patrimoni
- 26.5. Offshore: il gas del Mar Nero di nuovo nel contratto
- 26.6. Gli effetti della legge
- Capitolo 27. La Legge George e l’iniziativa sulla malpractice — giustizia per il paziente
- 27.1. Un nome, non un numero
- 27.2. Che cosa cambia la legge per il paziente
- 27.3. L’obiezione della medicina difensiva e la risposta
- Capitolo 28. La Legge sul referendum e sull’iniziativa legislativa dei cittadini — la chiave di volta
- 28.1. La democrazia diretta come istituzione morta
- 28.2. Il meccanismo proposto: il circuito chiuso della volontà popolare
- 28.3. La verifica comparata: i sistemi che lo fanno da un secolo
- 28.4. La democratizzazione della conoscenza: la lettura antropologica
- 28.5. «Il governo del popolo, dal popolo, per il popolo»: perché questa è la chiave di volta
- PARTE QUARTA — GLI EFFETTI. La Romania rifondata
- Capitolo 29. Gli effetti istituzionali: lo Stato riequilibrato
- 29.1. Il metodo: come si misura una rifondazione
- 29.2. L’effetto sulla legislazione: dall’inflazione al rigore
- 29.3. L’effetto sull’equilibrio dei poteri: la fine della partita permanente
- 29.4. L’effetto sulla giustizia: fiducia mediante doppia disciplina
- 29.5. L’effetto sul «quarto potere»: la luce come istituzione
- 29.6. L’effetto sull’equilibrio dei tre poteri elementari
- 29.7. L’effetto democratico: il cittadino rientrato nell’edificio
- Capitolo 30. Gli effetti economici e sociali: cifre, scenari, persone
- 30.1. Il bilancio della rifondazione: le entrate
- 30.2. Il bilancio della rifondazione: i costi e i rischi — dichiarati, non nascosti
- 30.3. Gli effetti sociali: che cosa cambia nella vita delle persone
- 30.4. Lo scenario controfattuale: il costo della non-rifondazione
- Capitolo 31. Le obiezioni e le risposte
- 31.1. «È antieuropeo e porterà la Romania fuori dall’UE»
- 31.2. «È populismo costituzionale — troppo referendum, troppo poca mediazione»
- 31.3. «Le pene sono draconiane; il diritto penale non si fa con l’accetta»
- 31.4. «Chi garantisce che le nuove istituzioni non saranno a loro volta catturate?»
- 31.5. «È troppo tutto insieme; la riforma si fa gradualmente»
- 31.6. «Chi siete voi per rifondare lo Stato?»
- Capitolo 32. La Romania rifondata nell’Europa che cerca se stessa
- 32.1. La lite di famiglia dell’Europa
- 32.2. Che cosa può offrire la Romania a questo dibattito europeo
- 32.3. Gli scenari del rapporto fra la Romania rifondata e l’Unione
- Capitolo 33. La via della rifondazione: firme, referendum, calendario costituzionale
- 33.1. La mappa giuridica del cammino
- 33.2. L’avvertimento di Machiavelli — e perché andiamo comunque avanti
- 33.3. Il calendario realistico
- 33.4. Che cosa può fare, concretamente, il lettore di questo libro
- 33.5. «Una repubblica — se saprete conservarla»: la pietra angolare
- EPILOGO. Per chi può ancora sperare
- NOTA SULL’EDIZIONE E SULL’APPARATO CRITICO
- NOTA SULLE FONTI
- ALLEGATO I — Commento ai cinquanta punti di revisione
- ALLEGATO II — Le leggi della rifondazione: guida articolo per articolo
- II.1. La Legge della Sovranità (v. 20) — i dispositivi essenziali
- II.2. La Legge della Solidarietà Nazionale — i dispositivi fiscali
- II.3. La Legge sul referendum e sull’iniziativa legislativa dei cittadini — i dispositivi della democrazia diretta
- II.4. La Legge di smilitarizzazione — i dispositivi, per ciascuna delle cinque leggi
- II.5. La Legge George / l’iniziativa sulla malpractice — i dispositivi
- II.6. La Legge Romania Verde — i dispositivi
- II.7. La modifica del Codice penale — la tabella delle incriminazioni
- II.8. La modifica della Legge 208/2015 — la tabella elettorale
- ALLEGATO III — Cronologia della rifondazione
- ALLEGATO IV — Piccolo glossario della rifondazione
- ALLEGATO V — Lo studio comparato sintetico: le istituzioni della rifondazione allo specchio dell’Europa
- Svizzera
- Germania
- Francia
- Italia
- Regno Unito
- Gli Stati nordici
- Polonia e Ungheria
- Spagna, Portogallo, Irlanda, altri riferimenti
- La conclusione dell’allegato
- ALLEGATO VI — Dodici domande dai banchetti delle firme
- BIBLIOGRAFIA
- I. Fonti classiche
- II. Autori moderni e contemporanei
- II bis. Storia romena
- II ter. Letteratura (i paralleli distopici e satirici)
- III. Dottrina giuridica romena
- IV. Studi e articoli specialistici
- V. Edizioni elettroniche utilizzate per la doppia verifica delle citazioni
- ALLEGATO ALLA BIBLIOGRAFIA — «Il Presidente e la stampa»
- Il discorso di John F. Kennedy davanti all’Associazione degli Editori di Giornali Americani
- Che cosa trova il lettore su aTreiaRepublica.ro
L’inizio del libro — PREFAZIONE
La sovranità — il diritto di una nazione di decidere il proprio destino
Esistono libri che descrivono una realtà politica ed esistono libri che cercano di darle un’architettura. L’opera di Dan Chitic appartiene alla seconda categoria. Essa non si limita a constatare l’esistenza di una corrente sovranista in Romania, né a inventariare i malcontenti che questa esprime. L’ambizione dell’autore è più grande: quella di ordinare dottrinalmente il concetto di sovranismo, di identificarne i fondamenti giuridici e, soprattutto, di indagare gli strumenti e i meccanismi attraverso i quali il principio di sovranità può discendere dal registro della dichiarazione politica a quello della realtà istituzionale.
Il fatto che l’autore sia avvocato non è, da questa prospettiva, casuale. La politica può proclamare la sovranità; il diritto deve darle forma. La Costituzione deve consacrarla, le istituzioni devono esercitarla e i meccanismi giuridici devono impedire che essa venga svuotata di contenuto. Tra l’affermazione solenne che il potere appartiene al popolo e la capacità effettiva di quel popolo di decidere sulle proprie leggi, risorse, economie e priorità può esistere una distanza considerevole. Proprio in questo spazio si colloca uno dei contributi importanti del presente libro.
Ma per comprendere il significato di una simile impresa è utile guardare al di là dell’attualità immediata della Romania. Il sovranismo, anche se il termine appartiene al vocabolario politico contemporaneo, esprime un problema molto più antico. La storia moderna può essere letta, in misura considerevole, anche come storia della lotta delle comunità per il diritto di non essere governate dall’esterno.
Da Bolívar a Garibaldi: la nazione come soggetto della propria storia. In America Latina, questa idea porta inevitabilmente il nome di Simón Bolívar. La sua lotta contro il dominio spagnolo non mirava soltanto a sostituire un’amministrazione con un’altra. L’indipendenza doveva trasformare le comunità coloniali in soggetti politici capaci di determinare da sé il proprio futuro. Bolívar comprese tuttavia molto presto anche la fragilità dell’indipendenza di Stati nuovi, divisi ed esposti all’influenza delle grandi potenze. Da qui il suo progetto più ampio di associazione delle nuove repubbliche e l’esperienza della Grande Colombia.
Questa apparente contraddizione contiene una delle lezioni importanti della sovranità moderna: la sovranità non esclude l’associazione; esclude la subordinazione. Bolívar non concepiva la cooperazione tra i popoli liberati come rinuncia alla libertà appena conquistata, bensì come mezzo per difenderla. Un’associazione tra nazioni libere può essere espressione della loro sovranità; il dominio di una potenza sulle altre ne rappresenta la negazione.
Sull’altra sponda dell’Atlantico, Giuseppe Garibaldi avrebbe dato alla stessa aspirazione una forma europea. L’Italia frammentata in regni, principati e territori soggetti a dominio o influenza straniera doveva diventare una comunità politica. Per Garibaldi, l’unità d’Italia non era uno scopo puramente geografico. Essa rappresentava la condizione affinché gli italiani diventassero soggetto della propria storia.
Anche Garibaldi ci impedisce di ridurre il sovranismo all’immagine di una nazione chiusa in se stessa. Repubblicano, rivoluzionario e portatore di solidarietà che oltrepassavano i confini dell’Italia, egli aveva combattuto in America del Sud prima di diventare uno dei simboli del Risorgimento. La nazione non doveva essere una prigione, bensì il quadro concreto in cui la libertà popolare poteva farsi istituzione.
Petőfi: la lezione del nostro vicinato. Se Bolívar e Garibaldi appartengono a una storia universale dell’emancipazione, Sándor Petőfi ci è molto più vicino. Egli appartiene alla storia del nostro vicinato, e la sorte dei vicini dovrebbe interessarci non meno della nostra stessa storia. Soprattutto quando le loro esperienze sollevano le stesse domande con cui si sono confrontati anche i romeni: chi è il titolare della sovranità, in nome di chi si esercita la libertà e dove finisce il diritto di una nazione di emanciparsi quando lo stesso spazio storico è abitato da più nazioni?
Petőfi non è stato soltanto il poeta romantico della libertà ungherese. Egli divenne una delle voci della Rivoluzione del 1848 e partecipe del momento in cui la rivendicazione della libertà passò dalla letteratura alla politica. «Nemzeti dal» — «Canto nazionale» — è rimasto inseparabile dal 15 marzo 1848. Le rivendicazioni dei rivoluzionari ungheresi chiedevano la libertà di stampa, un governo responsabile, l’uguaglianza civile e un ordine politico in cui l’Ungheria potesse determinare da sé il proprio destino nei confronti di Vienna.
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La Terza Repubblica — Volume I — PDF (A4) ed EPUB, 10 €, una sola volta